Non ci rendiamo conto di
iniziare a dimenticare. E’ qualcosa che avviene al di fuori della nostra
coscienza. Siamo presi dall’oblio come siamo presi dal sonno: in
quella nebbia di passiva inconsapevolezza nella quale trascorriamo la parte
maggiore della nostra vita.
Tracce
domenica 29 aprile 2012
lunedì 9 aprile 2012
sabato 24 marzo 2012
martedì 20 marzo 2012
Nel
corpo e non nel corpo,
da
lungi, a poco a poco,
si
palesò in silenzio,
con
ansiosa cautela,
più
leggero dell’aria,
a
fior di pelle – o piuma
o
soffio inavvertibile. Poi fu
come
un brivido lungo,
stupefatto
– un prurito
sottile
– poi un dolore
brevissimo,
uno scatto
sordo,
attutito, senza un’eco. Tale
il
suo passo felpato e incerto. Come
riconoscervi
– certo – il male?
martedì 6 marzo 2012
Ho camminato lungo strade in ombra,
sotto alberi antichi, da un crepuscolo
ad un altro. Non v’era mutamento
nel grigiore del cielo, né il più lieve
trascolorare in quell’aria pallida.
Sognavo? Chi può dirlo… Non ho aperto
per giorni e giorni gli occhi. Una foschia d’argento
era dovunque intorno. A sera, limpida,
la luna si scioglieva tra gli altissimi rami.
Altra luce non v’era, che indicasse
anche solo uno spazio ove sostare, o una
direzione da prendere nel buio. Forse
dormivo, quando una chiaria pur minima
accese in lontananza tracce di perla e sangue.
Dormivo – tu lo sai – e forse ancora
non mi sono svegliato.
lunedì 5 marzo 2012
La vita erratica dei morti che abbiamo amato. Scompaiono dalla nostra
memoria per qualche tempo, a volte anche degli anni, a volte anche più a lungo.
Poi di colpo ce li ritroviamo davanti, ma solo per un istante; poco dopo
riappaiono in qualche nostro pensiero fugace, ci si ripresentano in
un’associazione mentale involontaria. Sembrano quasi volerci chiamare, volerci
dire qualcosa. Ci si mostrano in un sogno, in un incubo. E infine dileguano di
nuovo nel non essere. I nostri morti – che ci sono vicini, che ci guardano
sempre.
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