Poso la mano sopra i tuoi
capelli
come una volta. Brancolo su te
come un inquieto rabdomante. Le
mie dita quasi tremano,
sfiorandoti.
Non so che cosa io cerchi più.
Se questa
presenza forse di fantasma; o
appena
una memoria tattile: i contorni
sui polpastrelli, ancora, di un’assenza.
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