La vita erratica dei morti che abbiamo amato. Scompaiono dalla nostra
memoria per qualche tempo, a volte anche degli anni, a volte anche più a lungo.
Poi di colpo ce li ritroviamo davanti, ma solo per un istante; poco dopo
riappaiono in qualche nostro pensiero fugace, ci si ripresentano in
un’associazione mentale involontaria. Sembrano quasi volerci chiamare, volerci
dire qualcosa. Ci si mostrano in un sogno, in un incubo. E infine dileguano di
nuovo nel non essere. I nostri morti – che ci sono vicini, che ci guardano
sempre.
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