Ho camminato lungo strade in ombra,
sotto alberi antichi, da un crepuscolo
ad un altro. Non v’era mutamento
nel grigiore del cielo, né il più lieve
trascolorare in quell’aria pallida.
Sognavo? Chi può dirlo… Non ho aperto
per giorni e giorni gli occhi. Una foschia d’argento
era dovunque intorno. A sera, limpida,
la luna si scioglieva tra gli altissimi rami.
Altra luce non v’era, che indicasse
anche solo uno spazio ove sostare, o una
direzione da prendere nel buio. Forse
dormivo, quando una chiaria pur minima
accese in lontananza tracce di perla e sangue.
Dormivo – tu lo sai – e forse ancora
non mi sono svegliato.
Da giorni avevo appuntato nella memoria che questi versi mi piacciono.
RispondiEliminamolto bella...
RispondiEliminain sospensione, tra sogno e la realtà.